lunedì 17 aprile 2017

LEOPARDI: L’UOMO DIETRO LA SCRITTURA

Giacomo Leopardi sarà il protagonista di #LeopardiTw: un gioco di social reading alla scoperta dal lato umano del grande poeta. Dal 19 aprile al 5 maggio, su Betwyll e su Twitter.


Dal 19 aprile al 5 maggio leggiamo e commentiamo insieme sulla app Betwyll e su Twitter una selezione di lettere e opere del poeta di Recanati, attraverso un progetto di social reading ideato da Maddalena Santacroce – attualmente docente di Lettere presso il Liceo C. Rinaldini di Ancona – in Creative Commons con il metodo TwLetteratura e in collaborazione con Casa Leopardi. Scarica la app su cellulare o tablet, fai pratica con il tutorial “Inizio a usare Betwyll” e scrivi i tuoi commenti ai testi interagendo con gli altri lettori della community oppure segui l’hasthag #LeopardiTw su Twitter.


Perché parlare di Leopardi?

Per il senso che seppe dare alla sua vita come risposta alla desolante consapevolezza di un destino di infelicità, qual è quello dell’uomo, quindi come modello per i giovani di oggi in cerca di un senso all’interno di una società quanto mai spersonalizzante e “liquida”. Per la sua straordinaria modernità, a partire dal quindicesimo verso dell’Infinito, che contiene il naufragio nell’oltre per forza d’immaginazione e che, rompendo la tradizione dei 14 versi del sonetto, segna il superamento della “siepe” costituita da secoli di tradizione metrica e stilistica della poesia (come scrive anche Alessandro D’Avenia ne L’arte di essere fragili).
La finalità di questa riscrittura è quella di accostare i lettori innanzitutto all’uomo Leopardi, al poeta che amò la vita e che fu sempre alla ricerca di affetti e umanità a partire dal nucleo famigliare, dove certi valori sembrerebbero scontati. Per questo ci aiuteranno il ritratto di S. Ferrazzi (XIX secolo) – immagine guida del progetto – e alcune epistole scelte tra le 931 lettere che ci sono rimaste. Numerosi sono i destinatari di questo immenso epistolario: tra le lettere più significative ci sono quelle – numerosissime – indirizzate al conte Monaldo, che testimoniano la complessità del rapporto con il padre e al contempo il profondo affetto che Giacomo nutriva per lui. Va detto che le lettere di Leopardi – a differenza di altri autori contemporanei – restano riservate a un ambito strettamente personale e sono caratterizzate da un discorso piano e diretto, affabile e disteso.
Quali opere scegliere?
Dovendo operare una scelta tra l’immensa produzione dell’autore ci siamo ricordati di quanto scrisse Italo Calvino nella Leggerezza a proposito del poeta di Recanati. 

“La luna, appena s’affaccia nei versi dei poeti, ha avuto sempre il potere di comunicare una sensazione di levità, di sospensione, di silenzioso e calmo incantesimo. In un primo momento volevo dedicare questa conferenza tutta alla luna: seguire le apparizioni della luna nelle letterature di ogni tempo e paese. Poi ho deciso che la luna andava lasciata tutta a Leopardi. Perché il miracolo di Leopardi è stato togliere al linguaggio ogni peso fino a farlo assomigliare alla luce lunare. Le numerose apparizioni della luna nelle sue poesie occupano pochi versi ma bastano a illuminare tutto il componimento di quella luce o a proiettarvi l’ombra della sua assenza”.

Per questo proponiamo la lettura di alcuni Canti e di un’operetta, legati dalla presenza di questo magico corpo celeste. 
Il percorso si concluderà con La ginestra, testamento spirituale del poeta che invita gli uomini a unirsi in social catena per affrontare con consapevolezza e dignità le avversità che quotidianamente mettono alla prova l’umanità, e con il suo idillio più famoso e conosciuto, L’Infinito, scelto come omaggio alla terra marchigiana – duramente colpita dal sisma – al cui paesaggio Leopardi si ispirò.

#LeopardiTw: il gioco

La selezione di testi scelti per #LeopardiTw è già online su Betwyll, la nostra app per il social reading, dove sarà possibile leggerli e commentarli con il metodo TwLetteratura: brevi messaggi di 140 caratteri con osservazioni e suggestioni personali ispirate dal testo e accompagnate dall’hashtag del giorno, secondo il calendario di lettura condiviso qui riportato.
  • Il ritratto di Giacomo Leopardi di S. Ferrazzi | 19 aprile (#LeopardiTw/01)
  • Epistola n. 63 a Pietro Giordani | 20 aprile (#LeopardiTw/02)
  • Epistola n. 123 a Monaldo Leopardi | 21 e 22 aprile (…/03)
  • Epistola n. 616 ad Antonietta Tommasini | 23 e 24 aprile (…/04)
  • Epistola n. 856 ad Antonio Ranieri ed epistola n. 934 a Monaldo Leopardi | 25 aprile (…/05)
  • La sera del dì di festa | 26 aprile (…/06)
  • Alla luna | 27 aprile (…/07)
  • Canto notturno di un pastore errante dell’Asia | 28 e 29 aprile (…/08)
  • Il tramonto della luna | 30 aprile (…/09)
  • Dialogo della Terra e della Luna | 1 e 2 maggio (…/10)
  • La ginestra | 3 e 4 maggio (…/11)
  • L’Infinito | 5 maggio (…/12)


Maddalena Santacroce (@maddamoon) – Dopo un’esperienza quasi decennale come redattrice all’interno del GruppoRaffaello, ha iniziato a insegnare nella scuola secondaria di secondo grado e a scrivere testi scolastici. La passione per il mondo classico l’ha portata a contribuire a interessanti iniziative di Archeoclub d’Italia.





Con il metodo TwLetteratura è possibile leggere e commentare collettivamente contenuti culturali attraverso Betwyll e Twitter.

TwLetteratura è il nome del metodo con cui, sfruttando le potenzialità di comunicazione diretta e interazione offerte dai social network, proponiamo la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione. Questa metodologia è stata sperimentata a partire da gennaio 2012 da Paolo CostaEdoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo, attorno ai quali si è aggregata una comunità vasta e fidelizzata di diverse migliaia di appassionati e alcune centinaia di ‘riscrittori’ regolari.
La comunità sceglie un libro, lo legge e lo commenta – un capitolo alla volta, in base a un calendario condiviso – ‘riscrivendolo’ su Betwyll (la app per il social reading di TwLetteratura) o su Twitter. Ciascun utente propone la sua interpretazione in forma di twyll e/o tweet (uno o molti, a seconda dell’ispirazione): la riscrittura può essere parafrasi, variazione, commento, libera interpretazione, nonché essere associata a media diversi da quello originale (video, canzoni, disegni). L’uso di registri stilistici differenti – secondo il modello dell’Oulipo – permette di sperimentare infinite combinazioni di decostruzione e ricostruzione del testo di partenza, un sistema di micro-testi prodotti dalla comunità (commentari) in relazione con l’opera di partenza e fra di loro (perché ogni tweet si presta a sua volta a repliche, commenti, aggiunte). Betwyll è l’app di TwLetteratura che permette di applicare tale metodologia in un ambiente più riservato, dove l’utente trova nello stessa schermata il testo da commentare e lo spazio per i commenti, propri e altrui. In questo caso, l’utente propone la sua interpretazione sotto forma di twyll e i progetti a cui l’utente partecipa possono anche essere riservati a un gruppo chiuso di utenti (gli alunni di una classe, gli studenti di un corso universitario, i dipendenti di un’azienda, i partecipanti a un corso di aggiornamento).

lunedì 13 marzo 2017

Sul Romanticismo

VOCI DEL ROMANTICISMO EUROPEO




1. CASPAR DAVID FRIEDRICH [1830]
Nelle "Osservazioni su una collezione di dipinti di artisti" afferma: 1. il principio dell’arte come espressione del sentimento, della spiritualità; 2. la consacrazione della vita all’arte; 3. il principio dell’originalità; 4. l’idea che l’arte contenga l’infinito; 5. il rapporto privilegiato che l’artista instaura con la natura al fine di assorbirne lo spirito e trasferirlo nel dipinto; 6. la preminenza assoluta al paesaggio.

Il sentimento dell’artista è la sua legge. Il puro sentire non può mai entrare in contrasto con la natura, ma deve armonizzarsi con essa. Il sentimento di un altro non può mai esserci imposto come legge. L’affinità spirituale produce opere simili, ma è ben lontana dall’imitazione. Nonostante tutto quello che si può dire delle opere di uno e nonostante la loro somiglianza con i quadri di un altro, esse sono tuttavia scaturite da lui, e gli appartengono.

2. CHARLES BAUDELAIRE [1846]

Che cos’ è il Romanticismo?
Pochi vorranno oggi attribuire a questo termine un significato reale e positivo; ma
avranno lo stesso l’ardire di affermare che una generazione è pronta a sostenere una battaglia
di lunghi anni per una bandiera che non è un simbolo? Si ripensi agli scontri di
questi ultimi tempi, e.....

IL DIBATTITO TRA CLASSICI E ROMANTICI IN ITALIA


3. MADAME DE STAEL [1816], Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni (testo integrale), «Biblioteca italiana», gennaio 1816.
L’articolo di Madame de Staël venne pubblicato a Milano nel 1816 sulla rivista filo-austriaca «Biblioteca italiana», nella traduzione da Pietro Giordani, ed ebbe il merito di dare vita a un vivace dibattito in Italia tra i difensori del classicismo e i sostenitori del romanticismo.
In queste righe la baronessa esorta i letterati italiani a svecchiare la propria cultura, aprendosi alle nuove poetiche romantiche che stavano sorgendo allora in Europa.

"Dovrebbero a mio avviso gl’italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglese e tedesca, onde mostrare qualche novità a’ loro cittadini, i quali per lo più stanno contenti all’antica mitologia, né pensano che quelle favole sono da un pezzo anticate, anzi il resto d’Europa le ha già abbandonate e dimentiche. Perciò gli intellettuali della bella Italia, se amano di non giacere oziosi....", 
4. G. BERCHET [1816], Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo sul «Cacciatore feroce» e sulla «Eleonora» di Goffredo Augusto Bürger
La Lettera semiseria di Grisostomo è uno dei principali manifesti del romanticismo italiano. In questo passo Berchet distingue nettamente la maniera di far poesia dei classici da quella dei romantici, sostenendo la superiorità di questi ultimi. Gli stessi antichi – secondo Berchet – furono a modo loro dei romantici, perché fecero poesia su temi contemporanei, senza rifarsi alla lezione di coloro che li avevano preceduti.
Alcuni, sperando di riprodurre le bellezze ammirate ne’ Greci e ne’ Romani, ripeterono, e più spesso imitarono modifìcandoli, i costumi, le opinioni, le passioni, la mitologia de’ popoli antichi. [...]. Altri interrogarono direttamente la natura: e la natura non detto loro né pensieri né affetti antichi, ma sentimenti e massime moderne. [...] La poesia de’ primi è classica, quella dei secondi è romantica. Così le chiamarono i dotti d’una parte della Germania....

5. PIETRO GIORDANI [1816] Giordani, risposta all’articolo di Madame de Staël, «Biblioteca italiana», aprile 1816
Giordani prese parte alla polemica tra classicisti e romantici adducendo ragioni patriottiche, difendendo cioè il carattere nazionale della letteratura italiana, ultimo ramo delle letterature classiche, dalla contaminazione con le letterature straniere. 
E della letteratura settentrionale, oltre le ragioni abbiamo pur anche avviso dalla esperienza, che, innestata contro natura alle nostre lettere, ne ha fatto scomparire quel pochissimo che vi rimaneva d’italiano. Ognuno ponga mente come si scriva in Italia, dappoiché vi regna Ossian; dietro cui è venuta numerosa turba di simili traduttori. E bello è che questi appassionati di Milton, o di Klopstok, non conoscono poi Dante, e non conosciuto lo disprezzano: cosa da far molto ridere e gli’inglesi e i tedeschi.

6. L. DI BREME [1816-1818] 

"Che questa penna potesse scrivere delle parole contumeliose..." in Intorno all'ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani  [1816] 
"Il soggetto , la condotta, i costumi  la passione..." e "Impareremo da Greci e da quanti furono grandi nei secoli di poi a non ricopiare" da Il Giaurro [1818]

7. P. BORSIERI [1816] "Dire che i buoni romanzi non sieno utili è un mentire per la gola" in Avventure letterarie di un giorno 


8. E VISCONTI "Alla poesia romantica appartengono tutti i soggetti ricavati dalla storia" in Idee elementari sulla poesia romantica in Il Conciliatore [1818]

9. VINCENZO MONTI [1825] Sermone sulla mitologia, vv. 12-19, 33-37

Monti compose nel 1825 il Sermone sulla mitologia, quando ormai si era spenta la polemica tra classicisti e romantici iniziata nel 1816. Nell’opera, estrema difesa delle ragioni del classicismo contro l’«audace scuola boreal», come poeta definisce la letteratura romantica dei paesi nordici, Monti condanna l’introduzione nelle belle lettere italiane dei nuovi “miti” gotici e orrorosi, che si sono sostituiti alle belle favole antiche.



10. SEBASTIANO TIMPANARO [1965], Introduzione a Classicismo e IIluminismo nell’800 italiano, Pisa, Nistri-Lischi, 1965. 
Secondo Timpanaro, tra Romanticismo e Illuminismo non si trattò dunque di scontro tra opposte posizioni, ma di eredità di uno stesso programma di modernizzazione della cultura italiana, che, iniziato a Milano con la rivista illuminista «Il Caffé», ebbe nella linea romantica del «Conciliatore» la sua naturale prosecuzione. 
Il movimento di idee che riuscì a prevalere nella cultura di primo Ottocento, in Italia come nelle altre nazioni europee, fu il romanticismo. Esso esprimeva le esigenze di una borghesia che intendeva affermarsi come forza preminente nel campo politico e culturale senza però correre di nuovo il rischio di una radicalizzazione giacobina della lotta. L’ideologia più confacente a questo scopo era il cristianesimo illuminato, che conciliasse la tradizione con il progresso. Il movimento romantico ebbe certo, specialmente in Germania, un’ala oscurantista, che mirava a un’impossibile ritorno al Medioevo feudale e teocratico. Ma, come già vide il De Sanctis, questo non fu, tranne un breve periodo iniziale, l'aspetto preminente del romanticismo europeo; meno che mai di quello italiano, che fin dall'inizio assorbì molti valori della civiltà illuministica e sul piano politico si schierò contro l’assolutismo e contro l'Austria.

WALTER BINNI [1963], Classicismo e neoclassicismo nella letteratura del Settecento, Firenze, La Nuova Italia, 1963
Il critico Walter Binni propone nel brano che segue la tesi secondo cui la letteratura classica in Italia fu nutrita da passioni e sentimenti tutti romantici. Le prove più alte del classicismo italiano, lungi dall’essere contrapposte all’arte romantica, ne rappresentano invece la sublimazione degli ideali.


La poesia neoclassica, che in Italia sorge sullo stimolo di un movimento culturale internazionale dovuto alla nuova vitalità romantica, acquista la sua forza maggiore quando si alimenta di sensibilità schiettamente nuova, pur facendosi ad un certo punto, sulla rottura di linee ben definite, momento distinto e contrastante con alcune precise tendenze romantiche. Mosso da una sostanziale fede romantica in un assoluto di bellezza senza tramonto, in una perfezione che sorge sulla coscienza di una caducità dolente che viene ritrovata nelle forme e nei gesti perfetti ed ideali di una rinascita dell’arte antica, ilneoclassicismo vive nella sua punta più alta quando la passione romantica soffonde di calore la impeccabile linearità, e una segreta furia freme nel candore di forze pacate e consolatrici.