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Poeti e la guerra (I)

Riguardo alla guerra la nella cultura italiana ci sono posizioni molto differenti: Dal 1880 in poi c'è un crogiolo di movimenti e di posizioni personali. Alcuni erano neutrali,  la Voce era interventista "L'uomo deve ritrovare la propria autenticità, ora siamo troppo raffinati."Le teorie di selezione della razze e le previsioni di Malthus erano la bandiera ideologica del Futurismo. Pascoli, ispirato dalle ragioni del Socialismo umanitario era interventistaSlataper e Ungaretti erano nazionalisti, con l'idea di una Quarta Guerra d'Indipendenza.Il primo aveva concluso così il suo  romanzo "Il mio Carso" "Simile al filo d’erba del Carso che ha spaccato la roccia per spuntare, egli con l’acquisita coscienza della misteriosa negatività dell’esistenza, riprende il cammino, per inserirsi attivamente e solidalmente nella vita della comunità civile: Noi vogliamo amare e lavorare»[leggi]
Il Carso è un luogo alto, da asceti, arido solo in apparenza, è un lu…
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Viaggio a Montevideo

da Dino Campana. Viaggio a Montevideo. Commento di Marco Onofrio/
Una percezione filtrata e trasformata attraverso la memoria: «la percezione, sollecitata dalla memoria spaziale, opera scarti visionari con messe a fuoco espressioniste tese a restituire l’immagine latente delle cose viste e ricordate».
Così scrive Ida Li Vigni a proposito di “Viaggio a Montevideo”, nel suo Orfismo e poesia in Dino Campana, Genova, il melangolo, 1983.  Campana, cioè, scrive ricordando il suo viaggio in Sud America (e ne testimoniano i verbi al passato). 
Ma perché la percezione è “sollecitata” e non piuttosto incarnata dalla “memoria spaziale”? Quasi che egli stia documentando in presa diretta le impressioni del viaggio e che queste vengano straniate da precedenti dati memoriali (come d’altronde è prassi abituale nei Canti Orfici).[...]  Anche qui, come ne “La Notte”, “visione” equivale integralmente a “ricordo” (e viceversa). Campana costruisce una “dissolvenza visiva” sincronizzando la propria “cine…

Genesi e diffusione delle avanguardie

L'Avanguardia e la tecnica

Parole in Libertà
Il Manifesto futurista e il Manifesto tecnico della letteratura futurista parlavano chiaro. Secondo il credo futurista niente poteva rimanere immutato. Fedeli sostenitori dell’ingresso dell’Italia in guerra avevano un modo tutto loro di concepire anche la letteratura e l’arte.
All’interno della rivista “Poesia” i futuristi pubblicano i loro scritti. Buzzi, Cavacchioli, Folgore, Palazzaschi, Govoni e lo stesso Marinetti erano i principali autori.
Queste poesie sono non-poesie. Narrano in un modo diverso. Costituiscono una sorta di “poesia visiva”. Guardare per capire su Studio7am.it.


Aeropoesia futurista "Le aeropoesie trovano nella Radio il loro veicolo naturale Se invece vengono fissate sulla carta subito questa si muta in una volante e bene aerata pagina di cielo con purissime sintesi sospese e viaggianti a guisa di nuvole" (F.T. Marinetti, L'aeropoesia. Manifesto futurista)
La prima apparizione del termine «aeropoesia» non è in un testo di Marinett…

La prima star dalla letteratura italiana

«… Venga a Fiume d'Italia, se può. È qui oggi la più risonante aria del mondo. E l'anima del popolo è sinfoniale come la sua orchestra. I Legionari attendono il Combattente che un giorno condusse il coro guerriero» (D'Annunzio, Invito a Toscanini, 1920)
"D'Annunzio rifiuta la mediocrità del mondo borghese, reazionario. Ci dice che nel mondo la Poesia deve comandare... Questo Alessando Manzoni non l'avrebbe fatto MAI"
(E. Camurri - I Grandi della Letteratura italiana - RaiPlay)

Tutti conoscono D'Annunzio. Non il poeta, ma l'esteta, l'altezzoso aristocratico nemico della mediocrità, il divo, l'icona, il mito, la figura che che lui ha costruito per tutta la vita.  A partire da Primo Vere e dalla storia della sua finta morte. 
1881 si trasferisce a Roma dove, appena diciottenne, si fa già conoscere nelle cronache mondane che scrive (fa il giornalista) e alimenta: amori duelli .

1889, quattro anni dopo "Così parlò Zarathustra", D'An…

Caratteri della poesia del 900

Per i Simbolisti a partire da Baudelaire la poesia è fatta di immagini ed evocazioni, tesa a scoprire le corrispondenze e i rimandi ( Uso di analogia e similitudine e in generale dei traslati o tropi)
Mata Zambrono “filosofia e poesia”
 Altra caratteristica la ricerca esasperata della forma ( avantesti di Ungaretti.)
Lotman e i formalisti russi Sguazzano in questa belletta. Vedi posta


commistione poesia prosa (linea lombarda anni 60 Loi, Erba, Giudici)Frequenti forestierismi e recuperi depialettali ( molti poeti sono traduttori: Unga, Caproni, Montale, Luzi)Ironia e autoironiaRare misure regolariPoche rime e straneRicorre il parallelismoPrevale il frammento ( si guarda al pezzetto, non al testo complessivo)Alternanza detto/non detto (gli spazi bianchi dicono tanto)SinestesieTecnicismi specialmente nell’ambito lessicale (termini tecnici, scientifici, botanici etc...)Conglomerati lessicali figli del Futurismo Parole singolari al plurale Si sopprime l’articolo determinativo Uso assoluto d…

Una lezione in meno: togliamoci un dente, anzi due

Dal 1860 in poi gli artisti hanno davanti a sé tre sentieri: quello del Positivismo, quello del Decadentismo... e il solito Classicismo



Anzi due per dopo Natale studiatevi il quadro storico del Decadentismo insieme alla professoressa Philippa Ferro (prendete appunti) o su questo vecchio (quanto alla grafica) e ben fatto Quanto ai contenuti) sito web