giovedì 7 dicembre 2017

Personaggi dei Malavoglia

http://digilander.libero.it/malavogliano/Malavoglia_brain4-50.htm

- la famiglia Toscano soprannominata Malavoglia era composta da:
padron ‘Ntoni, il figlio Bastianazzo e la moglie Maruzza detta La Longa, i nipoti ‘NtoniMena(Filomena), Alessi e Lia (Rosalia);
- La famiglia dei Piedipapera composta da Tino (Agostino), e la moglie gnà Grazia;
- la famiglia degli Zuppiddi composta da Turi o Bastiano colui che metterà a nuovo la Provvidenza; Venera e la figlia Barbara;
- la famiglia della Locca composta da zio Crocifisso e dai due figli: Menico, che morirà con Bastianazzo, ed un altro di cui non è riportato il nome che si dedicherà al contrabbando con ‘Ntoni;
- Compare Alfio Mosca ,che vive accanto alla casa dei Malavoglia;
- La famiglia della cugina Anna: composta da Anna, Mara Rocco Spatu;
- Lo zio Crocifisso, che vive con la nipote la Vespa;
Fortunato Cipolla, il ricco del paese;
La Nunziata, che poserà Alessi;
Don Franco, lo speziale del paese;
Mastro Croce Callà, il sindaco del paese;
Vanni Pizzuto, il barbiere;
- Don Giammaria, il vicario;
- Don Silvestro, segretario comunale;
- Don Michele, il brigadiere;
- Sara, primo amore di ‘Ntoni;
- Don Ciccio, il medico;
- Mastro Filippo, commerciante;

- Mariano, contrabbandiere;
- La Santuzza, ostessa.
Tra i personaggi minori compaiono: zio Crispino, l’avvocato ScipioniBeppe Naso il macellaio, i pescatori: lo zio ColaNunzio Barabba, e la popolana la Cicca.

domenica 5 novembre 2017

Il più grande poeta del Novecento italiano?

O almeno il più rappresentativo

I grandi della letteratura Montale intorno al minuto 7  e poi dal minuto 36 alla fine


Creato con Padlet

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,

ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.




Montale ha 20 anni quando scrive questa poesia, è il 1916, nove anni prima di Ossi di Seppia.

L'incertezza umana e lo stato di "abbandono" dell'uomo e del paesaggio
La muraglia nell'ultima strofa descrive l'isolamento dell'uomo. Il muro è invalicabile e presenta in cima cocci aguzzi di bottiglia, una vera prigione per l'uomo.
solo in lontananza il palpitare lontano di scaglie di mare